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Santa Maria libera Inferni

Esecuzione dei lavori Antonino Aurelio Piazza

Provenienza Palermo, collezione Renda Pitti

Collocazione Museo Diocesano di Monreale

Oggetto Santa Maria libera Inferni

Materiale acquaforte

Misure Cm  30 x 21

Datazione 1754

Attribuzione Milleri

Inizio Lavori 9/12/2009

Fine Lavori 11/01/2010

 

L’incisione raffigurante Santa Maria libera Inferni, realizzata con la tecnica dell’acquaforte, è firmata Milleri delineavit. Orlando scul. e datata 1754 ed è proveniente dalla collezione Renda Pitti di Palermo. Fa parte di una serie di incisioni, esposte al Museo Diocesano di Monreale, raccolte dal collezionista e verosimilmente provenienti dal mercato antiquario.

L’incisione presenta, entro la raffigurazione di un altare dall’elaborata struttura architettonica impreziosita da volute, elementi vegetali e conchiliformi e testine di cherubini alate, l’immagine della Madonna col Bambino posta entro la nicchia, ricoperta da drappi e affiancata dalle simboliche colonne tortili. Ai lati dell’altare, posti su due volute, sono San Giovanni Battista e Santa Caterina. In alto, entro un cartiglio si legge VT LIBERENTVR DILECTI TVI PS. 59. In basso è l’iscrizione: Nell’altare di N.S. della Presentatione sotto il titolo di Libera Inferni nella Chiesa Metr.[opolita]na Di questa felice e fedelissima Città di Pal.[er]mo nel quale dalla SS. Di N.S. Papa Gregorio XIII fu concessa per ogni Messa in qualsivoglia ordine e da qualunque Sacerdote o Secolare o Regolare la liberazione di un Anima del S. Purgatorio. Per chi si arrollerà Schiavo di detta Signora se li diranno nella sua morte Messe n.[ume]ro 33 oltre due Messe cantate in ogni mese per tutti li Schiavi defonti. Sulla pedata del gradino che regge il plinto su cui poggia la Madonna si legge: L’Anno 1742 s’aggiunse in suffragio dell’Anime di tutti gli schiavi defonti di una [illeggibile] funerale nel p.[rimo] sabato che incontra dell’Ottava dei De[font]i e l’Officio de Morti.

L’incisione si presentava sporca, acida, infeltrita, con un’estesa lacerazione associata ad una lacuna, localizzata in corrispondenza del margine sinistro. Il supporto cartaceo mostrava una migrazione di inchiostri ferrotannici causata da un contatto prolungato con altro foglio manoscritto. Inoltre, l’incisione era stata impropriamente restaurata applicando sui lembi della lacerazione una striscia di nastro adesivo, poi rimosso a bisturi. Non è stato però possibile eliminare l’alone causato dalla migrazione dell’adesivo nel supporto cartaceo.

L’incisione è stata lavata in acqua deionizzata, deacidificata in soluzione semisatura di idrossido di sodio, ed infine rinsaldata con metilcellulosa (Tylose MH300P) in soluzione acquosa alla concentrazione del 2%.

Si è preferito foderare l’intera incisione con un foglio di carta giapponese, piuttosto che ricostruirne i margini, essendo questa stata ritagliata a filo col riquadro a stampa. In tal modo si è fornito un supporto sufficientemente robusto, idoneo per una ottimale conservazione. Per tale operazione è stato adoperato un adesivo di metilcellulosa (Tylose MH300P) in soluzione acquosa alla concentrazione del 4%.

Infine l’incisione è stata montata all’interno di un passepartout doppio in cartoncino non acido, durevole per la conservazione, inserita all’interno di tasche in carta Ingres che la sostengono senza utilizzo di strisce adesive.

Dott. Lisa Sciortino    Dott. Maria Reginella

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