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Volta della Cappella Neoclassica

Esecuzione dei lavori Marina Simoncini        

Collocazione Museo Diocesano di Monreale

Oggetto soffitto dipinto

Materiale tempera

Datazione fine XIX - inizi XX secolo

Attribuzione maestranze siciliane

Inizio Lavori 24 maggio 2010

Fine Lavori 23 luglio 2010

 

La volta, copertura di una delle sale del nascente Museo Diocesano di Monreale, fu commissionata dall’Arcivescovo Domenico Gaspare Lancia di Brolo per l’ex cappella del Seminario Maggiore, tra la fine del XIX e gli inizi XX secolo, durante il periodo del suo episcopato. L’opera, realizzata a tempera da maestranze locali, è ornata a finti stucchi. Il centro della volta è occupato da un grande riquadro che incornicia la colomba dello Spirito Santo, raffigurata ad ali spiegate, ornata nella sezione inferiore da raggi aurei e dall’iscrizione BEATI MUNDI CORDE. Quattro paffuti puttini, a coppia e speculari tra loro, sono raffigurati sui lati lunghi della sala, e affiancano due cartigli, ornati con ghirlande di fiori e frutta, che recano due iscrizioni: DOM. GASPARE LANCEA ARCHIEPISCOPO, da una parte, e GAIETANO MILLVNTIO RECTORE, dall’altra. Rosoni, fasce, motivi a treccia ed elementi decorativi fitomorfi, ritmicamente ripetuti, rispettano un rigoroso gioco di chiaroscuri. L’esattezza delle linee, delle geometrie, degli effetti di luce e ombra, riconducono ad un illusionistico effetto tridimensionale.

Il soffitto presentava lo strato pittorico estremamente fragile e disgregato in diverse parti, con rara presenza di sali, e mostrava diffuse bolle di rigonfiamento. La polverizzazione del colore, avvenuta a causa di infiltrazioni ed umidità, ha interrotto la leggibilità unitaria della decorazione pittorica su varie zone del soffitto. Lesioni più o meno superficiali hanno interessato tutta la volta.

In estese aree, principalmente nella sezione inferiore della decorazione pittorica, erano presenti schizzi di ducotone, causati da un incompetente intervento di pittura delle pareti laterali della stanza, compiuto anni fa.

Tutta la superficie pittorica è stata prima attentamente spolverata con pennello morbido nelle aree non interessate da polverizzazione del colore; l’operazione è stata seguita dalla rimozione dei sali presenti a secco con mezzo meccanico. Si è passati quindi al consolidamento dello strato pittorico con resina acrilica stesa a pennello con interposizione di carta giapponese, rimossa dopo aver eseguito la riadesione delle bolle di rigonfiamento del colore. Tale intervento ha fissato anche lo strato pittorico delle aree interessate da polverizzazione, definendo i contorni delle lacune. L’intervento ha previsto la stuccatura delle lesioni sia profonde che superficiali e la levigatura delle stesse. Infine si è proceduto all’integrazione pittorica delle lacune. Si è scelto di intervenire con terre colorate con la tecnica ad imitativo per le decorazioni geometriche, per mantenerne il rigore e l’esattezza, ristabilendo così l’unitaria leggibilità dei finti stucchi. Per le lacune delle aree decorate con putti e festoni di fiori e frutta si è intervenuto con colori ad acquerello con la tecnica a rigatino. Il disegno, deturpato in estese aree soprattutto nel lato della volta di ingresso alla stanza, è stato ricostruito coerentemente grazie all’esistenza del riferimento decorativo del lato opposto e in maniera reversibile.

Dott. Lisa Sciortino

Dott. Maria Reginella

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