neoclassicaneoclassica

Cappella Neoclassica

La sala, che conclude l’itinerario espositivo, in origine cappella commissionata dell’Arcivescovo Domenico Gaspare Lancia di Brolo, a Monreale dal 1884 al 1919, è caratterizzata da volta a botte dipinta a cassettoni. Ospita le opere più tarde del percorso museale, tra cui un parato costituito da pianeta, stola e manipolo di manifattura siciliana della fine del XIX secolo appartenuti proprio all’alto prelato committente della cappella.

La sala espone il Paliotto con scene della Resurrezione di Cristo, proveniente dall’Abbazia di Santa Maria del Bosco di Calatamauro (F.E.C.), attribuito allo stuccatore Gaspare Firriolo e realizzato nell’ultimo trentennio del XVIII secolo con veduta architettonica prospettica.

Il Cristo alla colonna, opera del palermitano Girolamo Bagnasco, datata 1787, nel volontario allontanamento dalla cultura tardo-barocca, propone un modello classicista di tipo cinquecentesco ancora non riferibile a linee propriamente neoclassiche. La figura del Cristo mostra tutta la matura capacità tecnica dell’artista attraverso la scelta della rotazione della figura.

Dalla chiesa Maria SS. Addolorata di Monreale proviene la tela del palermitano Vito D’Anna raffigurante proprio l’Addolorata. Raffinato conoscitore del barocchetto romano, dopo il soggiorno nella capitale, tra il 1745 e il 1751, presso la bottega di Corrado Giaquinto, D’Anna può essere annoverato tra i più raffinati interpreti della cultura rococò palermitana.

Il dipinto raffigurante la Cena in Emmaus fu commissionato nel 1843 a Giuseppe Patania, il maggiore pittore palermitano della prima metà dell’Ottocento, dai benedettini di Monreale per ornare il refettorio del monastero. Propone la scena della Fractio Panis narrata nei Vangeli, gesto, quello dello spezzare il pane, che permise ai discepoli di riconoscere Cristo risorto. La tela mostra una pittura nitida pervasa da effetti di luci e ombre, che ripropongono elementi del realismo caravaggesco secondo un gusto che permea gran parte della cultura artistica dell’Ottocento.

Il dipinto raffigurante la Madonna col Bambino e San Giovannino, proveniente dall’Albergo dei Poveri di Monreale, è di Anna Turrisi Colonna, allieva del Patania e successivamente di Salvatore Lo Forte, che si lasciò influenzare dalla pittura di artisti italiani e fiamminghi fra XVI e XVII secolo, con un’attenzione particolare all’opera di Raffaello.

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© Museo Diocesano di Monreale 2016