Pristina et Dona

La Mostra "PRISTINA ET DONA" espone pregevoli manufatti artistici e archivistici, donati o recuperati e restituiti al pubblico. L’evento, promosso dalla Basilica Cattedrale in collaborazione con il Museo Diocesano e l'Archivio Storico Diocesano, accoglie pergamene, argenti, parati, mitrie e matrici incisorie, che tornano alla fruizione.

Il restauro attento e prezioso ha salvato tali beni da infausti destini a cui il loro furto e la dispersione li avrebbe destinati, in balia del mercato nero del collezionismo privato ma anche all'implacabile logorio del tempo, o ai profondi attacchi lasciati dagli agenti patogeni. Tutti oggetti di secolare raffinatezza, molti dei quali restituiti alla Basilica Cattedrale come donazione fatta dall’appassionato collezionista monrealese Salvatore Renda Pitti, a cui il Museo Diocesano ha dedicato una sala per sottolineare la rilevanza del passaggio dal collezionismo privato alla fruizione pubblica.

In mostra pergamene preziose e storicamente importanti che spaziano dall'attività politica, amministrativa e spirituale di alcuni Arcivescovi, designati alla Chiesa monrealese, al vivace e glorioso ruolo della presenza dei monaci benedettini all'interno del Monastero. Inchiostri abbelliti da decorazioni eleganti, fregi e svolazzi da considerarsi piccoli capolavori. Così come unici e di incomparabile valore sono i registri del terribile morbo della peste del 1575, che afflisse la città di Monreale e buona parte della Sicilia, antiche carte nelle quali si descrive l'infaticabile lavoro della Deputazione di Sanità, l'opera caritatevole svolta dagli ordini religiosi e che offrono un vivido spaccato della società e dei costumi di quei tempi. Ancora in mostra sono alcune lamine incisorie di Gaetano Lazzara, restaurate e tornate al loro antico splendore, corredo dell’opera settecentesca di Michele Del Giudice Descrizione del Real Tempio e Monasterio di Santa Maria Nuova di Morreale. Un vero tesoro è il Pontificale del Cardinale Ausias Despuig (1458-1483), un codice membranaceo miniato del secolo XV, con fregi, iniziali e lettere in oro, sparito da tempo al Tesoro della Cattedrale e tornato ad arricchirne la fama internazionale. Tra i vari oggetti d'arte recuperati e restaurati, oltre ai preziosi parati, alle mitrie e ai calici aurei ingemmati, in esposizione argenti provenienti dalle Chiese rettorie della Basilica Cattedrale, frutto di abili artigiani che resero illustre l'arte siciliana.

La mostra si offre, dunque, come un portale della bellezza dell'arte e della storia, in un connubio dove la Chiesa stessa diventa colei che custodisce, cura e promuove il patrimonio artistico culturale, che altro non è che il patrimonio dell'ingegno umano e della fede cristiana.

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© Museo Diocesano di Monreale 2022