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Sala di San Placido

Il sogno di Guglielmo

 

La cappella di San Placido, la prima delle sale espositive del Museo, fu voluta nel 1590 dal Cardinale Ludovico II Torres, a Monreale dal 1588 al 1609. Al centro della grande volta a botte si vede ancora lo stemma dell’alto prelato circondato dall’iscrizione SANCTO PLACIDO CHRISTI MARTYRI LUDIVICUS ARCHIEPISCOPUS MDIC. Rimaneggiata al tempo (1836 ca) dell’Arcivescovo Domenico Benedetto Balsamo, chiamato a reggere la Diocesi dal 1816 al 1844, la sala, con accesso al medievale chiostro benedettino, espone alcune grandi pale d’altare, tra cui la tavola della Madonna dell’Itria, eseguita da Giuseppe Alvino detto il Sozzo nel 1590 per la Compagnia di San Francesco, che fu realizzata e collocata nell’eponima chiesa di Monreale.

La tela, attribuita a Melchiorre Barresi, raffigurante la Madonna di Monserrato, il cui culto nacque in Catalogna nell’VIII secolo e giunse in Sicilia nel XIII secolo, pone, con originale scelta iconografica, al centro la Vergine col Bambino affiancata dai Santi Anna e Gioacchino.

La tela centinata della Madonna dello stellario con i Santi Sebastiano e Agata, commissionata da Don Tommaso La Manna, Tommaso Barone e Geronimo Azzolino per l’altare della chiesa del Monte di Pietà a Monreale, fu realizzata da Orazio Ferraro nel 1612. La raffigurazione propone la Vergine, posta sulla falce lunare e coronata di dodici stelle, con in braccio il Bambino, con una iconografia che unisce l’immagine dell’Immacolata e quella del SS. Rosario. In basso è rimasto solo San Sebastiano poiché Sant’Agata è stata trafugata (è documentata fino agli anni Ottanta del secolo scorso).

Commissionato dal Consolato dei Mercieri di Monreale è il dipinto realizzato da Pietro Novelli che raffigura l’Angelo custode secondo la tradizionale iconografia.

Domina la sala la scultura lignea di San Castrense, Vescovo di Capua, patrono della città di Monreale e di tutta la Diocesi, le cui spoglie si conservano nella cappella eponima della Cattedrale. L’opera è ascrivibile ad autore siciliano degli inizi del XVIII secolo che pare ispirarsi alla coeva statuaria in marmo.

Alle pareti, le teche espongono paliotti ricamati, pregiate opere di manifattura siciliana realizzate tra la metà del XVII e il XVIII secolo, di cui quattro con illusionistiche e articolate architetture.

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© Museo Diocesano di Monreale 2016