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Pietà con San Giovanni e la Maddalena

Esecuzione dei lavori Gaetano Correnti

Provenienza Villaciambra, chiesa del SS. Rosario

Collocazione Museo Diocesano di Monreale

Oggetto Pietà con San Giovanni e la Maddalena

Materiale legno e pastiglia dorata e policroma

Datazione XVI secolo

Attribuzione maestro dell’Italia settentrionale con influenze dell’Europa del nord

Inizio Lavori 25 febbraio 2013

Fine Lavori 13 febbraio 2015

Il pannello in legno e pastiglia policroma e dorata raffigurante la Pietà con San Giovanni e la Maddalena, proviene dalla chiesa di Maria SS. del Rosario-Villaciambra ed è riconducibile al XVI secolo, verosimilmente realizzato da maestro dell’Italia settentrionale con influenze dell’Europa del nord. La Pietà presenta una scena ricca di pathos in cui la Madonna, affranta dal dolore, abbraccia con amorevole gesto il Figlio appena deposto dalla croce. Posti su un piano leggermente arretrato, sono San Giovanni e Maria Maddalena partecipi del dolore della Vergine. Drappi e tessuti, ma anche la lunga chioma della Maddalena, creano un delicato movimento della superficie dell’opera, impreziosita dalle diverse screziature auree che ornano le vesti dei personaggi e il fondo. Il restauro scientifico è stato promosso dal Rotary Club Palermo-Monreale.

Il pannello è realizzato in pastiglia e mistura a rilievo su supporto ligneo costituito da quattro tavole verticali di cirmolo legate insieme da due traverse. Il pannello del Diocesano si presentava in pessimo stato di conservazione a causa delle pesantissime ridipinture ad olio, smalto e biacca, e delle grossolane stuccature e chiodature per fissare le parti staccate dal fondo, che ne imbavagliavano completamente la lettura originale. Il distacco di alcune parti come le mani della Vergine, le cadute di colore, ma anche chiodature e microlesioni, ne accentuavano lo stato di degrado a causa della natura stessa dei materiali costitutivi, particolarmente fragili e facilmente soggetti a deterioramento. Da alcuni saggi effettuati sull’opera erano emerse, sotto molteplici strati di ridipinture, le raffinate cromie degli incarnati e l’elegante policromia degli abiti screziati d’oro, realizzati con la tecnica del graffito di tempera su oro, come pure il fondo in lacca nera. La Pietà, pertanto, rivelava già la cura mostrata dall’artista nella varietà cromatica e nell’attenzione alla scelta dei pigmenti impiegati. Le indagini conoscitive sono state basate su analisi diagnostiche con l’osservazione del manufatto con la lampada di Wood, ma anche attraverso macrofotografie e fotografie a fluorescenza IR.

L’opera è stata disinfestata con permetrina ad imbustatura ermetica per eliminare i tarli dal legno e neutralizzare eventuali attacchi ancora in atto. Le operazioni di pulitura sono risultate difficili e laboriose. Spessori e materiali non omogenei hanno reso complessa questa fase del restauro, tanto da escludere numerose soluzioni pulenti studiate appositamente per la rimozione delle sostanze presenti, che potevano risultare troppo aggressive nei confronti delle finiture decorative. Ci si è avvalsi di miscele, solventi chimici (dimetilsolfossido) e per lo più dell’ausilio meccanico per lo sporco più resistente e i grossi spessori di stucco che ne alteravano il modellato originale. È stato effettuato il risanamento e la ricostruzione del supporto ligneo. Lesioni e spaccature sono state zeppate con legno di tiglio stagionato e colla cervione. Il consolidamento è stato realizzato con polpa di cellulosa, acqua e primal al 50% utilizzato in profondità per restituire forme e volumi compromessi dalle deformazioni o dal distacco completo. Iniezioni di colletta sono state effettuate per il consolidamento della superficie. Si è proceduto, quindi, alla reintegrazione pittorica con puntinato e a “velatura” per la riequilibratura generale. L’intervento è stato completato da verniciatura finale “Retoucher” e “Matt”. La Pietà si presenta, oggi, liberata dalle numerose stratificazioni che la oscuravano, pur nel rispetto delle “patine” antiche, segno del passaggio del tempo. Un restauro conservativo, dunque, che restituisce al pubblico l’opera così come concepita in origine dall’artista.

Dott. Lisa Sciortino

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